di Aldo Grasso
Padiglione Italia
Ci fermeranno sul bagnasciuga!
La questione delle concessioni balneari è un garbuglio annoso e anche un po’ grottesco che nessun governo è riuscito finora a risolvere: un business redditizio, a fronte di canoni risibili, che si rinnova di padre in figlio contro una direttiva europea del 2006 che impone all’Italia di aprire il mercato alla concorrenza. Stiamo sprofondando negli abissi e nel ridicolo, con una carambola di sentenze che serve ancora a prendere e perdere tempo.
La Cassazione ha appena annullato una sentenza del Consiglio di Stato che bocciava una direttiva del governo. È solo una questione di cavilli, di procedure, ma, alla fine, continuiamo a disattendere la Bolkestein. Intanto il governo, come ha scritto Gian Antonio Stella, per dimostrare che ci sono ancora molte spiagge libere a disposizione dei cittadini ha trasformato tratti rocciosi delle nostre coste in arenile caraibico.
È difficile capire questo insensato protezionismo, questo capriccio sovranista, questo patriottismo da rotonda sul mare: rischiamo di bloccare lo sviluppo del turismo, la cui industria posiziona l’Italia al 7° posto in Europa per incidenza del settore sul Pil nazionale.
Ci sono Paesi che combattono contro la lobby del petrolio o del tabacco; da noi il governo è tenuto in ostaggio da alcune corporazioni, tra cui la lobby dell’ombrellone.

