Il contadino di Babele (ctrlmagazine.it)

di Cosimo Bizzarri

“Fondo Librario Documentario Riccardo Bertani” 
recita la targa sulla porta. È una piccola casa 
di cemento a Caprara, una frazione di Campegine, 
un paese di seimila abitanti 
vicino a Reggio Emilia. 

Di fronte alla casa c’è un orto in cui spuntano zucchine, pomodori e lattughe. E poco più in là un’aia su cui un tempo hanno scorrazzato oche e galline.

Secondo un articolo che ho letto recentemente su un quotidiano nazionale, Riccardo Bertani è un contadino di 88 anni che nel corso della sua vita ha imparato da autodidatta più di cento lingue. Ha redatto vocabolari di dialetti remoti e studiato lo sciamanesimo siberiano. Senza allontanarsi mai da questa casa. Com’è possibile?

Quando viene ad aprirmi la porta, Bertani indossa i pantaloni di una vecchia tuta e un maglione sgualcito. Con lui c’è Domenico, un signore del paese di una decina d’anni più giovane, che si occupa dei convenevoli. Tra loro, si parlano in dialetto. Con me, parlano italiano. Distratto, Bertani mi stringe la mano, prima di fare marcia indietro e imboccare un corridoio stretto. Cammina lentamente, aiutandosi con un bastone. I suoi piedi sono avvolti da ingombranti bendaggi. Senza preoccuparsi di verificare se lo stiamo seguendo o meno, scompare dentro una stanza.

Dopo pochi secondi lo raggiungo dentro al suo studio, uno stanzino di una quindicina di metri quadrati. Tre delle quattro pareti sono occupate da librerie. Sulle mensole (a quanto pare un tempo reggevano forme di formaggio) ci sono statuette di divinità pagane e qualche foto di Bertani, un po’ più giovane, intento a ricevere un premio o a mangiare con gli amici. Inchiodato a un palo della libreria c’è un foglietto con una citazione di Tolstoj. Poco più in là un castello di medicine impilate l’una sull’altra … leggi tutto

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