HANNAH ARENDT E LA LIBERTÀ. UN’ASPIRAZIONE SENZA PASSATO (stradeonline.it)

di Enzo Musolino

La politica per Hannah Arendt – la politica pura, 
autentica - sfida, quando emerge come eccezione 
inattesa e imprevedibile di libertà e pensiero, 
il piano di immanenza di una ontologia rassegnata 
alle dinamiche e alla corrente di un “essere” 
indecifrabile e vissuto come destino.

Si contrappone, in tal senso, agli sviluppi di un “politico” – termine neutro ma non neutrale – inteso come conflitto perenne, come origine ostile e fine tragica di una contrapposizione – quella amico/nemico – indirizzata ad avere “naturalmente” la prima e l’ultima parola nell’agone pubblico.

La politica, invece, intesa propriamente dalla Arendt come nuovo inizio autonomo, è un progetto che supera il conflitto, è un diritto che lo giuridifica, un pensiero resistente che, interrompendo lo scorrimento ordinario/biologico – la banalità del male -, tenta di fissare, sempre provvisoriamente, i tratti durevoli di una istituzione, di una forma organizzata nella libertà e non (s)fondata sulla violenza, magari sulla violenza sovranaleggi tutto

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