Fumettibrutti racconta il sesso, i sentimenti e la tristezza. E lo fa in modo molto chiaro (thevision.com)

di Alice Oliveri

C’è un’atmosfera molto specifica che si respira solo nella stanza di uno studente fuori sede, un mix di adolescenza trascinata, disordine, libertà e terrore. 

Chiunque si sia trovato a vivere in una casa che non era la propria, trasformando una camera singola o doppia in un rifugio atomico per tutti i dubbi e le montagne russe che si accumulano in quel momento della vita in cui hai finito la scuola, hai lasciato il nido, ti atteggi ad adulto navigato ma sei ancora un teenager completamente sprovveduto, conosce bene quello di cui sto parlando.

Nella stanza di un fuori sede, impregnata dalla puzza dei piatti sporchi con gli spaghetti al pesto del discount e i mozziconi di sigaretta sulla tastiera del computer, si consuma il piccolo dramma dentro cui ci ritroviamo tutti quando siamo troppo giovani per capire davvero come funziona la vita e troppo grandi per tornare in lacrime dai genitori, farci fare la lavatrice e preparare la cena.

Questa particolare sensazione, questi pensieri e questo modo di sentirsi al mondo sono la prima cosa che ho sentito quando mi sono ritrovata davanti una striscia disegnata da una delle fumettiste italiane più promettenti degli ultimi anni, Josephine Yole Signorelli e i suoi Fumettibrutti su Instagram e Facebookleggi tutto

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