fatto nel Circolo degli Scacchi di Roma (vice.com)
Il Nuovo Circolo degli Scacchi a Roma è come uno di quei super club inglesi per nobili,
riservato ai soci e ai loro ospiti, all’interno di Palazzo Rondinini sulla centralissima via del Corso
Alla fine di una lunga bevuta al bar con vista Colosseo, abbastanza instabile -ma con il cervello ancora funzionante-, ho buttato giù un amaro offerto dal padrone di casa e noto bartender della Capitale: Matteo Zed.
Sulla bottiglia c’erano simboli, capitelli romani, piante. Insomma, un bel mix di opulenza. “E pensa che questo amaro viene fatto per il Circolo degli Scacchi di Roma,” mi dice Matteo.
First reaction: shock. Second reaction: devo assolutamente scovare la storia di Amarartis. Sì, ovviamente, come tutti, avevo appena finito di vedere la serie Netflix in cui una ragazza americana sbaraglia scacchisti russi (ops, spoiler) grazie a talento e allucinazioni notturne.
Il Nuovo Circolo degli Scacchi a Roma è come uno di quei super club di stampo inglese, riservato ai soci e ai loro ospiti, all’interno di Palazzo Rondinini sulla centralissima via del Corso. I soci sono – purtroppo – solo uomini e meno di 700, provenienti soprattutto dal mondo aristocratico e accademico. Il numero delle mirabilia, invece, è sicuramente più alto: quadri, statue, mezzi busti, porte intarsiate, passaggi segreti nella biblioteca. E poi le sale settecentesche, statue di allievi del Canova, marmi pregiatissimi conditi da rondini e setacci (i simboli del marchese Giuseppe Rondinini, tra i massimi commercianti di farine).
E poi c’è il barbiere; hanno anche il barbiere insieme ad altri servizi interni che “facilitano” la vita dei membri … leggi tutto
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