Negli USA disoccupazione record (-15%). Anche Europa e Asia se la passano male ma con percentuali migliori. Nell'economia informale, 1,6 miliardi di lavoratori a rischio
«You’re fired!». Sei licenziato. Donald Trump lo ha ripetuto in molte occasioni. In TV, innanzitutto, dove il tormentone ebbe origine; ma anche in campagna elettorale quando lanciava i suoi strali contro Barack Obama e Hillary Clinton per la gioia dei supporter repubblicani. Parole semplici, forti e dirette, come si conviene al re dei populisti.
Ma anche un involontario e grottesco presagio di quanto sarebbe accaduto a qualche anno di distanza, cioè oggi, in un mercato del lavoro sull’orlo del collasso. Non si può prevedere se The Donald saprà conquistare a novembre l’opportunità di un secondo mandato. Quel che è certo, salvo miracoli, è che concluderà il primo in concomitanza con uno scomodo record: il più alto tasso di disoccupazione del dopoguerra.
Negli USA la disoccupazione sfiora il 15%
Ad aprile, la quota dei senza lavoro rilevata negli Stati Uniti ha raggiunto il 14,7%, un livello che non si vedeva dai tempi della Grande Depressione. Un’accelerazione senza precedenti che ha cancellato in un attimo o poco più circa 20,5 milioni di impieghi.
«La velocità e l’ampiezza della perdita non ha eguali» scrive il Washington Post. «Si tratta di un tasso praticamente doppio rispetto a quello sperimentato dalla nazione durante l’intera crisi finanziaria del 2007-2009» … leggi tutto
