di Lisa Abend (The New York Times, Stati Uniti)
Il 27 marzo la regione più popolosa della Finlandia è stata isolata dal resto del paese. Il giorno dopo gli abitanti dell’Uusimaa
– la regione che comprende la capitale, Helsinki, e dove si erano registrati oltre metà dei 1.300 casi di Covid-19 individuati fino ad allora – hanno scoperto che le arterie principali erano state disseminate di posti di blocco presidiati in forze dalla polizia per impedire a chiunque di entrarvi o uscirne. Probabilmente gli agenti di polizia si accorgeranno di essere attentamente osservati.
A fotografarli e intervistarli, però, non saranno giornalisti, bensì i dipendenti del Museo nazionale della Finlandia, impegnati nel tentativo di cogliere in tempo reale il momento storico che stiamo vivendo.
In tutto il mondo, l’emergenza scatenata dalla pandemia di coronavirus ha messo in stato di massima allerta i medici e gli operatori sanitari, ma ha dato da fare anche a un manipolo di studiosi e di curatori dei musei di tutta Europa, incaricati di seguire in tempo reale gli eventi e le conseguenze della crisi.
Molti di loro non sanno né come né quando sarà impiegato il frutto del loro lavoro, ma credono che in futuro quelle informazioni interesseranno ai musei – e ai loro visitatori … leggi tutto
