Come il “fact-checking” pro-Russia è stato tradito dall’IA: il caso del logo plagiato (open.online)
di David Puente
Mentre le attività di fact-checking indipendenti smascherano la propaganda del Cremlino, la stampa russa lancia il proprio network per la “lotta alla disinformazione”: il Global Fact-checking network (GFCN). A promuovere l’iniziativa è la discussa agenzia russa International Reporters, che però inciampa in un errore clamoroso: un’immagine generata dall’IA che plagia l’identità dell’International Fact-checking Network (IFCN), il network internazionale di cui fa parte anche Open.
L’articolo e la Giornata internazionale del fact-checking
Il 2 aprile, la Giornata internazionale del fact-checking, nel sito dell’agenzia russa International Reporters viene pubblicato un articolo dal titolo “Start fact-checking with GFCN in 50 languages: a basic lesson on countering disinformation is now available worldwide”, accompagnato da un’immagine di copertina che desta perplessità.

Nonostante la presenza di una targa bilingue (russo e inglese) con la scritta «Global Fact-checking Network (GFCN)», l’immagine contiene diverse anomalie che ne svelano la natura generativa tipica dell’Intelligenza Artificiale.
L’opera di plagio AI
L’immagine ritrae una sala conferenze dove, sul fondo, troneggia un grande pannello con un logo verde e l’acronimo GFCN. Nel tavolo in primo piano, sono presenti dei biglietti che riportano il logo verde, una spilla a forma di lente d’ingrandimento, un timbro che riprende la stessa lente e un taccuino in pelle riportante sempre lo stesso logo. C’è un problema: il logo, nonostante riporti l’acronimo GFCN, è quello dell’IFCN. Anche il colore verde rimanda al network di Poynter.

Nella spilla a forma di lente d’ingrandimento c’è l’errore più evidente e che determina l’effettiva attività di plagio nella generazione dell’immagine. Infatti, la spilla riporta proprio il banner dell’IFCN con tanto di scritta “Poynter“, ovvero il The Poynter Institute for Media Studies che nel 2015 lanciò l’iniziativa.

Tra gli oggetti figura anche un timbro che raffigura la stessa lente d’ingrandimento presente nell’immagine. Di fatto, il disegno sulla matrice non è specchiato. Se venisse utilizzato, l’impronta sulla carta risulterebbe invertita. Si tratta di un errore tipico delle generazioni IA che non comprendono la fisica degli oggetti reali.

La verifica con SynthID
In base all’analisi effettuata con lo strumento SynthID, è emerso che questa immagine è stata generata o modificata, in tutto o in parte, tramite l’intelligenza artificiale di Google.

Cos’è il GFCN e chi c’è dietro l’operazione
Il network russo, nato ufficialmente nel 2025, viene presentato come un’iniziativa dell’agenzia di stampa statale russa TASS e dell’organizzazione Dialogue Regions.

Secondo il comunicato di International Reporters, il progetto mira a «rendere accessibili le conoscenze fondamentali sul fact-checking indipendentemente dai confini linguistici, politici e geografici», con l’obiettivo dichiarato di «rafforzare la resilienza globale alla disinformazione».
Il profilo di International Reporters secondo RSF
L’agenzia che promuove il network, International Reporters, è da tempo nel mirino degli osservatori internazionali. In un report del 2025 intitolato «International Reporters: the new website where foreign propagandists spread Russian disinformation», Reporters Without Borders (RSF) è stata netta: «Utilizzando un nome ingannevole che lascia intendere che i suoi contenuti siano di vero giornalismo, il sito riunisce propagandisti da ogni angolo del mondo per promuovere le false narrazioni del Cremlino che giustificano l’invasione su vasta scala dell’Ucraina e celebrano la politica estera russa».
Secondo quanto riportato da RSF, l’agenzia è guidata da figure come Viktoria Smorodina e Christelle Néant. Su quest’ultima, RSF ricorda le dichiarazioni pubbliche di Vladimir Putin del luglio 2023: «Vi auguro grande successo. Faremo tutto il possibile per sostenere il vostro progetto».
L’agenzia viene collegata ad ANO Dialog Regions, un’entità sanzionata dagli Stati Uniti per il suo ruolo nella diffusione di fake news durante i processi elettorali. Il nome Dialog Regions (alias Dialogue Regions) compare anche tra i promotori del network di “fact-checking” russo.
La libertà di stampa in Russia
Il tentativo di creare un network di fact-checking stride con i dati sulla libertà d’informazione nel Paese. Nella classifica mondiale della libertà di stampa di RSF aggiornata al 2026, la Russia occupa il 172° posto su 180.
ANSA
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