Il coronavirus è stato definito un “cigno nero” per l’economia globale, un evento imponderabile dagli effetti altrettanto imprevedibili.
Secondo l’Ocse, lo shock potrebbe dimezzare la crescita mondiale attesa per il 2020, riducendola all’1,5%, mentre, solo per l’Italia, si teme una contrazione del Pil fra l’1 e il 3%. A subire l’impatto non sarebbero tanto i miliardari – i 500 uomini più ricchi del Pianeta hanno perso complessivamente 444 miliardi di dollari a causa del più pronunciato ribasso di borsa dai tempi della crisi dei mutui subprime – quanto la gente comune, che già ora, fra chiusure forzate di scuole, attività e aziende necessita di un sostegno da parte del governo.
Non si tratta, però, di un fenomeno nuovo. Pandemie ed epidemie sono sempre state una fonte di instabilità per l’ordine economico e, talora, lo hanno anche sovvertito. Lo storico austriaco Walter Scheidel, della Stanford University, ha inserito le pandemie letali nel novero di quelli che lui chiama “i
Quattro Cavalieri del livellamento”, insieme alla guerra, alla rivoluzione e al crollo dello Stato … leggi tutto
