Uno dei pochi vantaggi di una situazione nella quale si è costretti a stare forzatamente in casa, e ridurre al minimo le occasioni di socialità, perché fuori è tutto chiuso, è che si possono leggere tutti d’un fiato libri di grandi dimensioni che, nella vita affannosa di tutti i giorni, costringerebbero a frequenti e spiazzanti interruzioni.
La mia vita di lettore è stata costellata da letture importanti fatte durante un forzato riposo o una malattia: L’uomo senza qualità di Musil, in occasione di una brutta frattura; Don Chisciotte, in compagnia di una misteriosa giovanile malattia; La montagna magica e gli altri capolavori di Thomas Mann durante i noiosi mesi del militare, i classici russi, uno all’anno, durante i febbroni dell’adolescenza.
Nei giorni scorsi mi è capitato tra le mani una specie di Fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij: Prima di noi, di Giorgio Fontana (1981), un volumone di 886 pagine, pubblicato da Sellerio, dove le vicende, i personaggi, il sesso, le considerazioni filosofiche e politiche, la storia dell’Italia del Novecento, si fondono in un racconto appassionante, scritto con bravura e talento nei dialoghi, con riferimenti frequenti, nient’affatto inopportuni, ai fumetti … leggi tutto
