La dispersione scolastica, le disuguaglianze nell’apprendimento, il ritorno dell’analfabetismo letterale e funzionale saranno questioni centrali nella politica dei prossimi anni.
Il 27 marzo l’Unesco evidenziava uno degli effetti più impressionanti della pandemia: 1,6 miliardi di studenti hanno smesso di andare a scuola. E il rischio è che tanti interrompano il loro percorso scolastico o che lo seguano con grande irregolarità.
In Italia gli studenti sono dieci milioni. Nove milioni tra scuola primaria, medie e superiori; un milione tra infanzia e nido. Migliaia stanno rimanendo indietro, non potendo o non riuscendo a seguire la didattica a distanza. Tanti faticheranno a recuperare e costituiranno una sorta di generazione covid, caratterizzata dalla mancanza di opportunità e dall’emarginazione.
Il comunicato stampa dell’Istat del 6 aprile fotografa una condizione allarmante per il diritto all’istruzione, anche al netto dell’emergenza pandemica. Nel periodo 2018-2019, il 33,8 per cento delle famiglie non ha computer o tablet in casa, una quota che scende al 14,3 per cento tra le famiglie con almeno un minore .. leggi tutto
