Il regista torna a raccontare l’America. Questa volta con lo sguardo di una comunità afroamericana
Chuck D dei Public Enemy affermava che «il rap è la CNN dei neri». Ma, a trent’anni di distanza, il genere musicale ha smarrito quella funzione informativa e politica che lo caratterizzava.
Così, oggi, il cinema del reale e il documentario ne raccolgono il testimone: Che fare quando il mondo è in fiamme? Da un punto di vista artistico, possiede proprio la forza dirompente e politica che infuocava le canzoni dei Public Enemy, raccontando la vita dal basso di una comunità afroamericana in un momento storico in cui il conflitto sociale e razziale negli Stati Uniti è sempre più acceso dopo l’omicidio di George Floyd.
Rivisto oggi, il film fa quasi impressione per l’attualità. Hot Corn ha incontrato Roberto Minervini che ci ha spiegato perché ha sentito l’obbligo morale di riprendere e documentare quello che è accaduto a Baton Rouge, in Louisiana, durante l’estate del 2016 … leggi tutto
