Canarie, la nuova frontiera dell’immigrazione in Europa (euronews.com)
Al largo delle coste africane, le Isole Canarie sono diventate un altro vicolo cieco per i migranti, e la pandemia ha reso la situazione ancora più difficile sia per loro che per la popolazione dell'arcipelago spagnolo.
Canarie, carcere d’Europa
Il porto di Tenerife, nelle isole Canarie, è un importante snodo turistico. Ma non solo. Ogni notte le forze dell’ordine vanno alla ricerca di migranti nascosti nei camion in procinto di imbarcarsi per il continente. Decine di uomini vengono trovati ogni notte nei container. Alcuni ce la fanno, gli altri ci riproveranno domani.
La maggior parte viene rimandata sulle alture dell’isola, dove si trova il più grande centro di accoglienza per migranti dell’arcipelago spagnolo. I media non sono autorizzati a entrare. Ma si percepisce una cupa atmosfera. Un accampamento è stato improvvisato proprio di fronte all’ingresso.
Un simbolo, dice Roberto Mesa, che fa parte di un gruppo di abitanti dell’isola che vengono qui a dare una mano: “Volevano protestare per le condizioni all’interno. E perché sono nelle Canarie da mesi e nessuno ha detto loro che cosa succederà. Alcuni hanno il passaporto, altri hanno chiesto asilo e hanno una lettera d’invito da parte di parenti che possono ospitarli. Ma anche così non li lasciano viaggiare. Hanno trasformato le Canarie nel carcere dell’Europa”.
De nombreux migrants sont arrivés ces derniers mois aux îles Canaries. @fabienne_keller, en charge des sujets d’asile et migrations au Parlement 🇪🇺, s’est rendue sur place pour échanger avec ces personnes, faire le point sur leurs situations et les raisons de leur départ 👇 pic.twitter.com/r6Ry1fZKgK
— L’Europe Ensemble (@Ensemble_UE) February 19, 2021
Più di 20 mila persone partite dalla costa settentrionale dell’Africa sono sbarcate l’anno scorso nelle Canarie. Molti sono stati accolti dagli hotel di Gran Canaria, perché i centri d’accoglienza erano al limite delle loro capacità. In migliaia sono poi stati rimpatriati o sono riusciti a entrare nel continente. Quelli rimasti sono bloccati dal lockdown.
Sospesi fra espulsione e integrazione
Calvin Lucock e sua moglie Unn Tove Saetran, che gestiscono diverse attività commerciali sull’isola, hanno deciso di aprire le porte a giovani come Ousmane, arrivato dal Senegal sette mesi fa con un sogno: dare un futuro alla sua famiglia. Ousmane ci mostra le foto della moglie e della figlia nata da poco: “Il giorno in cui è nata ero qui a Gran Canaria – racconta -. Non l’ho ancora vista. Ecco perché voglio farcela a tutti i costi”.
Ousmane non si perde mai una lezione dei corsi di lingua proposti in albergo. È in attesa di una risposta alla domanda d’asilo che ha presentato. Anche lui, come molti altri, sogna di andare a vivere sul continente … leggi tutto
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