Bologna 2021/27 – Cantieri, verde, movida: 5 anni di Lepore tra traguardi e difficoltà (ilrestodelcarlino.it)
di FRANCESCO MORONI
(Foto – Uno dei cantieri attivi a Bologna)
Dopo il calo nella classifica sul gradimento dei sindaci del Sole 24 Ore ecco un bilancio di quanto fatto e quanto ancora c’è da fare in città. Dal rapporto con il Governo al futuro del Comunale, fino alla Sicurezza
C’è tanto – forse addirittura troppo – nei primi cinque anni da sindaco di Matteo Lepore. C’è quello che era stato annunciato ed è stato fatto, quello su cui erano arrivate promesse poi disattese, quello che è emerso improvvisamente (leggasi Torre Garisenda). C’è un mare magnum di opere e interventi messi in campo e una conseguente pioggia di complicazioni da affrontare.
Ci sono cose che meritano il bollino verde, altre che non possono avere più di un semaforo giallo, alcune su cui la bocciatura è inevitabile. Cinque anni di una Bologna che sta cambiando per sempre, in attesa dell’appuntamento alle urne in cui, fra meno di un anno, il sindaco andrà a caccia del bis.
Tra ciò che non funziona, si parte dai cantieri. Da quello del Pontelungo che si è trascinato più del previsto a quelli del tram, che da quattro anni hanno cambiato la vita dei bolognesi, fino a quello della Garisenda esploso all’improvviso. Senza contare, poi, i tantissimi ‘rattoppi’ per sistemare basoli e ciottoli sotto le Torri. Lo stesso sindaco ha imputato il tonfo nella classifica del gradimento del Sole 24 Ore, che l’ha piazzato 64esimo, proprio ai cantieri. Anche il tema sicurezza, il rapporto con piazze e sinistra extra partiti e il braccio di ferro con Roma meritano il semaforo rosso.
Colore giallo, invece, per quegli argomenti su cui qualcosa si è mosso o si muoverà, anche se ancora è presto per vedere risultati concreti nero su bianco. Infine, bollino verde per i progetti già portati a compimento o su cui è evidente l’azione del Comune: Teatro Comunale, Cineteca, scudo sociale per il ceto medio e aree dismesse.
1) Bollino rosso: quello che non funziona
Semaforo rosso per i cantieri
Tra i semafori rossi dei primi cinque anni di Lepore ci sono giocoforza i cantieri: da quelli infiniti e ‘allungati’ del Pontelungo a quello a rilento della Garisenda, fino ovviamente a quelli del tram, che da quasi quattro anni hanno cambiato radicalmente i connotati della città, non senza disagi per i cittadini.
Notte e baby gang, il nodo sicurezza
Il nodo sicurezza è un altro di quelli irrisolti. Il Comune ripete spesso come il tema sia responsabilità del Governo, e così è, ma la sensazione è anche che in città la percezione di insicurezza sia aumentata: dal fenomeno delle baby gang a quello dei coltelli sempre più diffusi, fino alla malamovida.
Tante frizioni con le ‘piazze’
Nel mandato di Lepore il rapporto con le piazze ‘ribelli’, con i collettivi, con i sindacati autonomi ha avuto necessariamente un peso. Se l’asse con Coalizione civica resiste, il rapporto con la sinistra radicale sembra ai ferri corti da anni, a partire dal caso delle scuole Besta e del Museo dei bambini al Pilastro.
Braccio di ferro con il Governo
Non è stato facile in questi anni il rapporto del sindaco con il Governo, a partire dal continuo braccio di ferro con il Viminale e con il ministro Matteo Piantedosi, ma anche con gli altri esponenti dell’esecutivo guidato da Meloni. Emblematico il caso delle protesta per la partita tra Virtus e Maccabi.
2) Colore giallo: qualcosa si è mosso o si muoverà
Città 30, stop forzati e ripartenze
Bicchiere mezzo pieno per la Città 30. La misura introdotta a gennaio 2024 ha visto una fase iniziale di grande attenzione, prima di vedere quasi sparire i controlli. Poi è arrivato lo stop del Tar per colpa di alcuni errori tecnici, prima dell’avvio della ‘fase due’ con nuovi interventi su strade e piazze.
L’emergenza casa, montagna da scalare
L’emergenza casa, le difficoltà di trovare un alloggio, il boom del costo degli affitti sono problemi che riguardano il Paese e non solo Bologna. In città qualcosa è stato fatto, dalla Fondazione per l’abitare ad altri incentivi, ma la sensazione è che la montagna da scalare sia ancora altissima.
Gestione del verde nel mirino
Un altro tema è la gestione del verde: dagli alberi abbattuti per fare spazio a progetti come il tram alle piante in vaso sistemati un anno fa in piazza Nettuno, fino ad altre operazioni. Il Comune ripete di avere piantato centinaia di nuove alberature, eppure Bologna è solo 42esima in Italia per numero di alberi.
Il post alluvione un po’ a rilento
Il post alluvione non è un tema di esclusiva competenza del Comune, ma continua l’intesa con Regione e Governo. I lavori di ricostruzione avanzano, quelli di prevenzione sembrano lontani dalla realizzazione, anche se si comincia a ragionare sul famoso ‘tubone’ per limitare le piene in città.
3) Semaforo verde per i progetti già portati a compimento
Teatro Comunale, transizione riuscita
Tra le soddisfazioni che Lepore può vantare c’è la gestione dei cantieri del Comunale e la transizione, delicata ma riuscita, di spostarsi in questi anni al Nouveau in Fiera. Dopo l’annuncio della riapertura a febbraio 2027 della storica sede del Comunale, anche piazza Verdi si appresta a vivere una nuova stagione.
Cineteca, risultati e nuove aperture
Anche le novità che riguardano la settima arte sono da inserire nelle mosse riuscite del sindaco: dall’inaugurazione dello splendido gioiello del Modernissimo al nuovo archivio ‘Zangheri’ in via Giuriolo, fino al successo della rassegna estiva in piazza, che ogni anno aumenta gli spettatori.
Lo “scudo sociale” per il ceto medio
È stato appena annunciato, ma lo “scudo sociale” a favore del ceto medio sembra un’operazione riuscita: dal meccanismo del ‘prestito civico’ al tesoretto per gli studenti, dai buoni per la spesa alimentare alle altre agevolazioni per chi ha Isee inferiore a 35 mila euro: ‘Bologna ti sostiene’ ha già convinto.
Aree dismesse, si muove qualcosa
È un altro problema di lungo, lunghissimo corso, eppure qualcosa sembra muoversi anche sulle aree dismesse. Dalla Staveco che aspetta il Polo giudiziario alla Stamoto, inserita nel bando ‘Reinventing cities’, lo stesso che darà nuova vita alla Perotti. Poi c’è l’ex Scalo Ravone con il Polo della Memoria che verrà.