Qui abbiamo avuto la Restaurazione senza avere avuto la Rivoluzione, e oggi pure la resistenza contro una dittatura, quella del «politicamente corretto», che non abbiamo mai conosciuto
In Italia abbiamo avuto la Controriforma senza avere avuto la Riforma protestante. Abbiamo avuto la Restaurazione senza avere avuto la Rivoluzione francese. Abbiamo avuto la rivolta populista contro le élite alimentata direttamente dalle élite (ma prima di tutti gli altri: noi abbiamo cominciato negli anni novanta). E oggi, coerentemente, abbiamo pure la resistenza contro la dittatura del politicamente corretto. Qui. Nel paese di Ciao Darwin e La Gabbia (sia detto con tutto il rispetto per Ciao Darwin, che oltre a essere un programma leggero e fondamentalmente innocuo, non ha sfornato metà dell’attuale classe dirigente grilloleghista).
Un paese in cui, per stare solo agli ultimi giorni, la notizia di un uomo che uccide i due figli come vendetta nei confronti dell’ex moglie viene rubricata sotto la voce «il dramma dei papà separati» e lo stupro di due adolescenti è riassunto in un titolo in cui loro sono «ubriache fradice» e lui è «l’amichetto».
Un paese in cui siede ancora allegramente in Senato, senza che nessuno se ne adonti, il senatore del Movimento 5 stelle Elio Lannutti, che su Twitter e Facebook rilanciava i protocolli dei Savi di Sion; dove Fratelli d’Italia può fare manifesti in cui mette all’indice il finanziere ebreo George Soros come «usuraio» e in cui dall’altra parte Alessandro Robecchi, indignato da simili messaggi e dalle successive giustificazioni capziose dei dirigenti del partito, può scrivere sul Fatto quotidiano che «tre indizi fanno una prova, dieci indizi fanno una certezza e dopo cento indizi dovrebbero intervenire i partigiani del Cln con lo schioppo» (più altre velate allusioni a risolvere il problema «come l’altra volta, settantacinque anni fa») … leggi tutto
