Accolto la domanda risarcitoria dell'Anpi nazionale per due articoli pubblicati l'1 settembre 2016 sul quotidiano diretto da Pietro Senaldi.
L’editrice dovrà pagare 15.000 euro oltre alle spese legali.
Al di là degli aspetti legali: c’è da sperare che la destra la smetta una volta e per sempre di denigrare coloro che hanno portato libertà e democrazia in Italia dopo un ventennio di dittatura criminale fascista.
Il Tribunale di Milano ha accolto la domanda risarcitoria dell’Anpi nazionale per due articoli pubblicati l’1 settembre 2016 sul quotidiano diretto da Pietro Senaldi. La società editrice dovrà pagare 15.000 euro oltre alle spese legali
Di seguito, la parte conclusiva della sentenza pubblicata il 16 luglio 2020
“Il giudice, definitivamente pronunciando, ogni altra domanda, istanza ed eccezione disattese, così provvede: – in parziale accoglimento della domanda principale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi), accerta e dichiara la natura diffamatoria dell’articolo intitolato “I partigiani di oggi. Senza fascisti ma pieni di soldi” e “A cosa serve l’associazione dei reduci?
I fascisti non ci sono più. E l’Anpi se li inventa” sottotitolato “Per sopravvivere i partigiani arruolano i giovani e cercano nuovi nemici: pronti a cacciare chi voterà ‘sì’ al referendum”, a firma di Renato Besana, e dell’articolo “Quanto spendiamo per la ‘resistenza’. Finanziamenti, sedi e 5 per 1000: ci costano oltre 300 mila euro l’anno” … leggi tutto
