Luca Vianelli di via Saffi: «L’amministrazione comunale era rimasta indietro, ora si sta mettendo in pari»
Un passo avanti, molto apprezzato e che ha dimostrato «un cambio di strategia», ma che ora dovrà essere seguito «da fatti concreti» e non più solo da «verbi coniugati al futuro.
Faremo, faremo…». Luca Vianelli, portavoce del comitato Ravone Sicuro e anche conosciuto come «l’alluvionato zero» di via Saffi nel 2023, sarà coinvolto nella commissione speciale sulla gestione dei rischi idraulici e idrogeologici proposta dalla conferenza dei gruppi consiliari di Palazzo d’Accursio e che ha messo d’accordo in maniera bipartisan maggioranza e opposizione: «Che i comitati venissero coinvolti è una delle primissime cose richieste — ha ricordato —. Ci fa piacere avere colto un cambio di approccio sul tema messa in sicurezza e manutenzione. L’amministrazione era rimasta indietro, ora si sta mettendo in pari».
Vianelli, amministrazione e sindaco si stanno facendo perdonare?
«Non ancora, ma diciamo che potrebbero essere sulla strada giusta, anche se ormai quel che è successo è successo. L’importante è che non torni a succedere, ma la paura è ancora forte, perché tutto il tratto tombato del Ravone è lesionato».
Ora cosa vi aspettate?
«Ci aspettiamo una maturazione in tempi ragionevoli degli obiettivi. Abbiamo incontrato di recente l’assessora Matilde Madrid, con la quale abbiamo toccato il tema, presente anche nell’ordine del giorno della nuova commissione, dell’aggiornamento del piano di protezione civile. Questo è un primo aspetto sul quale vorremmo vedere risultati concreti, come anche sul fronte degli interventi, effettivamente molti in corso, pur sapendo come solo una parte sia di competenza del Comune».
Sulla messa in sicurezza del Ravone avete avuto aggiornamenti?
«Ora si sta studiando il gemello digitale, ma secondo noi è importante partire con la progettazione a monte. Pare sia stata individuata un’area dove realizzare una cassa di espansione, in collina, anche per questo pensiamo si possa intanto pensare di mettere avanti la progettazione, già che siamo arrivati in ritardo di 12 anni rispetto ai primi allarmi del 2013. Poi la realizzazione avrà i suoi tempi. Inoltre il comitato Comicolli e alcuni privati hanno dato la disponibilità a utilizzare propri terreni per la raccolta dell’acqua in eccesso. Ci sarà forse il tema degli espropri, che nel caso ci auguriamo essere giustamente ricompensati».
Entro fine estate dovrebbero essere ripristinati i tratti divelti a ottobre in via Zoccoli e in via Montenero?
«Sì, resta qualche perplessità legata alle modalità, nel senso che continuano a operare ricostruendo il singolo pezzo che ha ceduto lasciando nella parte subito prima e subito dopo il tombamento lesionato. In via Montenero, poi, c’è un muretto che verrà rifatto solo per metà, ma è lesionato come tutta la tombatura, perché ha preso una serie di piene, nel 2023, 2024 e 2025, con grande legna che è venuta giù. Sono tutti tombamenti degli anni 50 e 60 su cui non è mai stato fatto alcun tipo di manutenzione, quindi sono gravemente lesionati».

