Tre secoli e mezzo dopo la Grande peste viennese e 75 anni dopo il disastro morale e materiale della Seconda guerra mondiale e dell'Olocausto, gli abitanti di Vienna si rivolgono al loro passato e ai loro monumenti per far fronte all’epidemia di coronavirus.
Nel 1679 Vienna fu colpita da una delle ultime grandi epidemie di peste in Europa. Si stima che quasi 80mila viennesi siano morti, vittime della peste bubbonica, che dilagava tra orde di ratti e cumuli di rifiuti puzzolenti. Come molte altri centri economici dell’epoca, la capitale del Sacro Romano Impero era sovraffollata e non disponeva di fognature decenti. Il distanziamento sociale e l’attento lavaggio delle mani non erano ancora una realtà.
Non c’è da stupirsi che l’imperatore Leopoldo volesse scapparne. Ma prima di fuggire dai palazzi più signorili degli Asburgo promise di erigere un monumento alla misericordia di Dio – se solo la peste se ne fosse andata e gli avesse concesso di tornare nella sua capitale … leggi tutto
