L’Europa forse non ha mai avuto così tanti nemici come oggi, sia interni che esterni» sostiene l’ex premier Mario Draghi in un videomessaggio trasmesso durante l’annuncio del vincitore del premio Carlo Magno che quest’anno verrà assegnato proprio a lui.

Draghi si è detto «estremamente grato» per questo riconoscimento. «Per preservare l’Unione Europea, gli europei devono rimanere più uniti che mai. Dobbiamo superare le nostre debolezze autoinflitte e dobbiamo diventare più forti: militarmente, economicamente e politicamente» ha poi aggiunto.

Il premio, che prende il nome da Carlo Magno, il re franco che divenne imperatore e fu il primo a unificare gran parte dell’Europa occidentale dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, è il riconoscimento più antico e rinomato conferito a individui o istituzioni per i loro servizi all’Europa e all’unità europea e viene consegnato ad Aquisgrana, l’ex capitale dell’Impero Carolingio.

È stato istituito nel 1949 per promuovere l’integrazione europea dopo la devastazione della Seconda Guerra Mondiale. Tra i vincitori figurano Churchill, Papa Francesco, il presidente ucraino Zelensky, mentre nel 2025 è toccato alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

All’ex premier, nello specifico, è stato riconosciuto il lavoro svolto per garantire la competitività e la crescita dell’Ue. Nella sue motivazioni, infatti, la giuria ha spiegato di aver voluto «rendere omaggio a una figura che, con incrollabile determinazione e risolutezza, ha realizzato grandi cose per l’Europa: ha salvato l’euro, ha stabilizzato il suo Paese natale durante una crisi molto grave e ora sta formulando un’agenda per il futuro dell’intero continente».

L’assegnazione del premio a Draghi, prosegue, è «un segnale deliberato dell’urgente necessità di stabilire delle priorità: l’Europa deve rinnovare la propria forza economica per forgiare il proprio futuro in modo indipendente». Pertanto si esorta la Commissione europea e i capi di Stato e di governo ad «attuare subito il Rapporto Draghi».

«Come nessun altro, Mario Draghi è sinonimo di rafforzamento dell’economia europea e il Rapporto che porta il suo nome rappresenta la strategia necessaria per garantire competitività, crescita e stabilità nell’Unione Europea», ha sottolineato la giuria, che ha sottolineato «l’eccezionale servizio reso da Draghi alla Ue» e i suoi «contributi alla salvaguardia, al consolidamento e allo sviluppo dell’unione economica e monetaria europea come elemento centrale e indispensabile dell’integrazione».

Oggi «la situazione è drammatica: l’Europa rischia di diventare un giocattolo nelle mani di altre potenze. Per questo è fondamentale garantire la capacità di azione e la sovranità dell’Europa» rileva ancora la giuria. «Circa un decennio e mezzo fa – si legge ancora nelle motivazioni – l’Ue si trovava già ad affrontare una situazione simile, e Draghi si è assunto la responsabilità: “Whatever it takes!”.

Queste tre parole non rappresentano solo il salvataggio dell’euro, ma anche un atteggiamento di coraggio e disponibilità a correre rischi per le convinzioni europee. E anche oggi Draghi è una delle figure di primo piano che indicano nuovamente la strada all’Unione verso una maggiore competitività, più solidarietà, più Europa».

Mario Draghi, “L’Europa ha più nemici che mai. Dobbiamo diventare più forti”